25 marzo 2026 – L’esercito israeliano ha compiuto una brutale invasione nelle città di Tubas e Tammun alle 4:37 del mattino del 25 marzo.
I militari hanno lanciato volantini nelle strade, minacciando la popolazione locale con queste dichiarazioni:
“Le forze di sicurezza israeliane sono in stato di massima allerta, pronte ad agire in qualsiasi momento contro il terrorismo e il nemico iraniano e i suoi agenti in Giudea e Samaria. Non esponetevi. Evitate qualsiasi forma di comunicazione o cooperazione con il terrorismo.
Chiunque tenti di nuocere ai cittadini israeliani o alle forze di sicurezza israeliane si esporrà al fuoco e all’arresto.”

A Tammun i soldati hanno cacciato gli abitanti di una casa trasformandola in base militare.
Due uomini di Tubas e un uomo di Tammun sono stati aggrediti e hanno avuto bisogno di cure presso il Turkish Hospital: Nidal Mustafa Abdul Sawafteh, 53 anni, di Tubas; Ahmad Nidal Mustafa Sawafteh, 22 anni, di Tubas; Rabhiya Khader Shahada Bani Odeh, 63 anni, di Tammun.

Complessivamente, dieci palestinesi sono stati arrestati.

I raid sono stati lanciati ad appena 10 giorni dal massacro di una famiglia palestinese nella propria auto a Tammun il 15 marzo, quando le Forze di Difesa Israeliane (IOF) hanno sparato più di 71 proiettili contro il mezzo uccidendo la madre, il padre e due figli di 5 e 7 anni. Gli altri due bambini, di 8 e 11 anni, sono sopravvissuti all’attacco e sono rimasti orfani.