Humsa, 13/3/2026. Nelle prime ore del mattino del 13 marzo, alcuni coloni hanno aggredito la famiglia Qusai’ a Humsa. Hanno legato le gambe agli uomini e gli attivisti, hanno abbassato i pantaloni a uno di loro e lo hanno picchiato sui piedi. Gli uomini sono stati trascinati per i capelli e le gambe in modo terrificante in un’altra tenda e picchiati ripetutamente. Li hanno bendati, interrogati e picchiati in cicli di abusi. Un uomo è stato violentato. In totale, quattro uomini della famiglia sono stati picchiati brutalmente, insieme a due attivisti internazionali solidali, ai quali sono stati rubati telefoni e passaporti.

Alle 4:40 del mattino l’esercito e la polizia israeliana sono arrivati ​​nella comunità.

La comunità chiamato la Mezzaluna Rossa perché sei persone necessitavano di cure ospedaliere, tra cui un anziano che aveva riportato ferite alla testa a cauisa di una pietra lanciata dai coloni. Tuttavia, all’arrivo di tre ambulanze, l’esercito ha chiuso il cancello per 20 minuti, sostenendo che l’area fosse una zona militare. Successivamente, hanno permesso l’ingresso a una sola ambulanza, ordinandole di procedere lentamente e dicendo: “Non vorrete avere problemi con i coloni”.

Le ambulanze sono finalmente arrivate all’ospedale di Tubas diverse ore dopo. Tre degli uomini hanno avuto bisogno di radiografie, mentre il quarto di una TAC e di punti di sutura alla testa.