Il 25 maggio 2026 le forze di occupazione hanno sottratto 36 veicoli ai residenti palestinesi della Valle del Giordano settentrionale, tra cui trattori, automobili e cisterne per l’acqua.

I beni confiscati provengono da piccole comunità agricole e villaggi privi di accesso ai mezzi di trasporto pubblici, per cui auto e trattori sono indispensabili per la sopravvivenza. Alle maggior parte di queste comunità è inoltre vietato l’accesso all’acqua corrente in base alle leggi di occupazione e apartheid. I serbatoi d’acqua portatili gialli, trainati dai trattori, rappresentano l’unico modo in cui le famiglie possono procurarsi l’acqua necessaria per bere, cucinare, lavarsi, irrigare i campi e prendersi cura degli animali. L’occupazione, tramite le sue istituzioni, ha sequestrato cisterne d’acqua, automobili e trattori per esercitare pressioni sulle famiglie, costringerle ad abbandonare le loro case e trasformare i luoghi di residenza in aree di addestramento militare e avamposti di insediamento.

L’operazione è stata condotta dalla polizia di occupazione, dal consiglio degli insediamenti e dall’esercito, interessando le zone di Al-Jiftlik, Farush Beit Dajan, Khirbet Al-Farisiya, Atuf e Khirbet Al-Ras Al-Ahmar. In un villaggio, ad una sola famiglia sono stati sequestrati un trattore, un rimorchio, una cisterna e un’auto, rendendo la loro vita impossibile.