Venerdì 26 dicembre 2025, alcuni proprietari terrieri palestinesi si sono recati nei propri appezzamenti per arare il terreno e seminare, come di consueto. La maggior parte di queste terre è già coltivata a ulivi, curati con fatica dagli agricoltori per oltre 16 anni. I proprietari sono arrivati sui campi carichi di speranza per preparare il terreno in vista di un raccolto abbondante.

Non appena i contadini hanno iniziato le operazioni di aratura e semina i coloni israeliani li hanno assaliti, aggredendone alcuni e picchiandone altri. Quando i palestinesi hanno tentato di difendersi, l’esercito di occupazione israeliano è intervenuto unendosi ai coloni nell’attacco. I soldati hanno picchiato diversi agricoltori, hanno legato loro le mani e li hanno trattenuti nei campi per ore.

Successivamente, i militari hanno condotto alcuni dei palestinesi al checkpoint di Tayasir, trattenendoli fin dopo mezzanotte prima di rilasciarli.

Soldati e coloni hanno squarciato i pneumatici dei veicoli e di un trattore appartenenti ai contadini, dichiarando che ai palestinesi non è permesso coltivare la propria terra e sostenendo che si tratti di proprietà privata destinata al pascolo del bestiame dei coloni.

Pneumatici di un trattore squarciati dai coloni, Kirbet Yarza, 26/12/25

Questa non è una tattica nuova. I coloni stanno sottraendo vaste aree di terra palestinese in Cisgiordania attraverso fittizi “contratti di pascolo”, che assegnano illegalmente terreni palestinesi agli avamposti dei coloni per il “pascolo” delle loro mandrie. Rivendicando la terra per gli animali, i coloni riescono a sottrarre aree sempre più estese.