Famiglie sotto attacco in tutta la valle del Giordano settentrionale
Le famiglie palestinesi nella valle del Giordano settentrionale stanno subendo continui attacchi da parte di coloni armati e delle forze di occupazione. I coloni vagano per i villaggi, intimidendo e aggredendo i palestinesi, spesso seguiti da esercito e polizia israeliani che agiscono sulla base di accuse pretestuose, arrestando le vittime degli attacchi dei coloni o minacciandole ulteriormente. Queste famiglie sono ora in prima linea nella lotta per rimanere sulla loro terra storica, semplicemente portando al pascolo gli animali, coltivando i loro campi e vivendo dove hanno vissuto per generazioni.
Lunedì 5 gennaio 2026, due coloni armati hanno molestato una famiglia nella comunità di Samra. I coloni sono entrati nella proprietà palestinese con un ATV (quad) e due cani. Hanno acceso un fuoco e si sono seduti accanto ad esso fino a poco prima di mezzanotte. Durante la notte si sono avvicinati al recinto dove la famiglia protegge le proprie pecore. I coloni erano mascherati e armati di un palo di metallo e hanno insultato, minacciato e filmato la famiglia dicendo loro: “Questa terra è nostra. Questa casa è nostra. State rubando la nostra terra. Andatevene!” e ancora “Sono responsabile della zona di Khirbet Samra”.
Il patriarca della famiglia vive a Khirbet Samra sin dalla nascita, nel 1939, insieme a tre dei suoi figli e alle loro famiglie.
Più tardi, uno dei coloni ha ricominciato a camminare verso l’ovile, ma quando è stato avvicinato da uno dei pastori palestinesi e da un volontario internazionale si è ritirato.
Alla fine se ne sono andati, ma non prima di aver guidato il loro fuoristrada verso l’ovile, per poi girarsi e allontanarsi suonando il clacson.
Giovedì 8 gennaio, i soldati hanno fatto visita alle tre famiglie e in relazione all’incidente del 5 gennaio. Hanno chiesto di vedere i documenti d’identità dei palestinesi e li hanno avvertiti di non usare violenza nei confronti dei coloni. Hanno inoltre ribadito che è vietato salire sulle colline montagna dietro le loro case – una restrizione che ormai da tempo costringe le tre famiglie a rimanere in uno spazio di terra angusto e assolutamente non sufficiente per il pascolo degli animali.
Sempre il 5 gennaio, Asid Anwar Jamil Sawafta è stato aggredito dai coloni mentre pascolava il bestiame con il figlio sulle colline a ovest di Bardala. È stato portato all’ospedale turco di Tubas, dove gli sono stati applicati dieci punti di sutura alla testa. Ha dovuto rimanere in ospedale per quattro giorni in osservazione, a causa della gravità delle ferite. La situazione sta diventando sempre più grave, con la famiglia di Anwar che ha subito diversi attacchi da parte dei coloni.

Sabato 10 gennaio, l’esercito di occupazione ha arrestato Muhammad Bani Odeh e Ahmed Bani Odeh, due fratelli di Khirbet Al-Hadidiya, mentre stavano arando la loro terra. I due fratelli sono proprietari del terreno e possiedono documenti che lo dimostrano chiaramente, ma nonostante ciò sono stati arrestati. Mohammad Bani Odi è stato costretto ad attraversare il terreno bendato e con le mani legate con un sacchetto di plastica.

Domenica 11 gennaio alcuni coloni vestiti con uniformi dell’esercito hanno attaccato le case di alcune famiglie palestinesi nella comunità di Ein El Hilwe, pochi chilometri a nord di Samra, causando danni ingenti alle abitazioni. L’obiettivo era chiaramente quello di intimidire le famiglie. A questo episodio ha fatto seguito un altro attacco dei coloni alla comunità di Samra.





