Amnesty International: Israele sta compiendo una pulizia etnica nei confronti delle comunità di pastori in Cisgiordania

Amnesty International ha pubblicato un nuovo rapporto che indaga la politica sistematica di pulizia etnica condotta contro le comunità beduine e pastorali della Cisgiordania occupata. Il rapporto documenta le violenze dei coloni, sostenute dallo Stato, volte a espellere le comunità palestinesi dalle loro terre, in particolare nell’“Area C”, che rappresenta il 60% della Cisgiordania.
«Il rapporto dimostra inoltre – contrariamente a quanto sostengono troppi membri della comunità internazionale – che questa campagna non è il prodotto di coloni “fuori controllo”, di organizzazioni di coloni o di ministri governativi “estremisti”. In altre parole, la violenza dei coloni non è un’anomalia, ma parte integrante di una politica statale organizzata.» – Amnesty International
Nel corso dell’indagine, Amnesty ha intervistato comunità della Valle del Giordano e attivisti di Jordan Valley Solidarity. Il rapporto richiama l’attenzione su comunità come Hammamat al-Meita, nella parte settentrionale della Valle del Giordano, dove nel luglio 2025 i coloni hanno compiuto un brutale attacco, rubando un gregge di quasi 300 pecore, oltre 180 delle quali sono state accoltellate e quindi gravemente ferite o uccise.
«Nella sola Valle del Giordano settentrionale, almeno 38 comunità palestinesi dedite alla pastorizia – che ospitano circa 7.000 persone – sono minacciate di sfollamento mentre Israele porta avanti le proprie politiche legate all’annessione. L’area costituisce circa il 75% del governatorato di Tubas ed è classificata quasi interamente come Area C, con quasi il 90% del territorio designato dalle autorità israeliane come terra statale, “zone militari chiuse”, riserve naturali e siti archeologici. Le autorità israeliane utilizzano tali classificazioni come base per emettere ordini di demolizione contro le comunità palestinesi e per impedire ai pastori palestinesi di condurre il bestiame al pascolo.» – Amnesty International.
Nel rapporto, Amnesty descrive le molestie sistematiche e le violenze subite da comunità come Ein al-Hilweh, Makhoul e al-Farisiya, oggi circondate da avamposti dei coloni. Le violenze che partono da questi avamposti sono sostenute dall’esercito israeliano presente con le proprie basi nell’area. I militari molestano i pastori mentre pascolano le loro greggi e forniscono copertura alle aggressioni dei coloni, seguendo uno schema ricorrente che consiste nel proteggere gli aggressori e arrestare i palestinesi feriti dopo gli attacchi.
«Gli avamposti pastorali possono occupare soltanto pochi dunam ciascuno, ma attraverso il pascolo si appropriano di aree enormi. Un colono proveniente da un avamposto vicino a Bardala si è di fatto impossessato di 500 dunam tra il 2024 e il 2025 portandovi a pascolare il proprio bestiame e, allo stesso tempo, impedendoci di accedere alle terre dalle quali dipende il nostro sostentamento.» Rasheed Khudeiri di Jordan Valley Solidarity spiega ad Amnesty International come i coloni utilizzino gli avamposti per appropriarsi di vaste porzioni di territorio.
Il rapporto esamina inoltre la cooperazione tra i coloni, le forze militari e di polizia dell’occupazione e l’amministrazione civile dell’occupazione. Tra i casi documentati vi sono episodi in cui le autorità hanno “confiscato” il bestiame palestinese attraverso canali “ufficiali” oppure hanno rifiutato di riconoscere, e ancor meno di indagare, i furti di bestiame commessi dai coloni. Agendo in modo coordinato, le diverse strutture dell’occupazione cercano di rendere impossibile la vita e la sopravvivenza economica di queste comunità.
«In questo rapporto, Amnesty International presenta prove conclusive del fatto che queste violazioni, perpetrate tra gennaio 2023 e dicembre 2025, ammontano ai crimini di guerra della deportazione e del trasferimento illegali, nonché al crimine contro l’umanità del trasferimento forzato o della deportazione, commessi nell’ambito di una politica volta a realizzare la pulizia etnica dell’Area C della Cisgiordania occupata attraverso lo sfollamento forzato delle comunità beduine e pastorali palestinesi e l’espansione degli insediamenti illegali a loro spese.» – Amnesty International
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