{"id":2781,"date":"2015-12-21T21:14:18","date_gmt":"2015-12-21T21:14:18","guid":{"rendered":"http:\/\/jordanvalleysolidarity.org\/it\/?p=2781"},"modified":"2016-01-14T15:14:56","modified_gmt":"2016-01-14T15:14:56","slug":"accesso-alleducazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/jordanvalleysolidarity.org\/it\/chi-siamo\/accesso-alleducazione\/","title":{"rendered":"Accesso all&#8217;Educazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/jordanvalleysolidarity.org\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/25.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-nsm-1-21\" src=\"http:\/\/jordanvalleysolidarity.org\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/25.jpg\" alt=\"Fasayil school\" width=\"500\" height=\"337\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da sei anni la Jordan Valley Solidarity lavora con le comunit\u00e0 locali per fronteggiare il controllo che i comandanti militari israeliani esercitano sul diritto all\u2019educazione dei loro figli.<\/p>\n<p>I bambini della Valle del Giordano frequentano scuole carenti sotto il punto di vista dei servizi e spesso lasciano la scuola prima dei loro coetanei nel resto della Cisgiordania. Nonostante l\u2019accesso all\u2019educazione sia sancito come diritto inviolabile a livello internazionale, questo viene loro sistematicamente negato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9?<\/p>\n<p>&#8211; Con il 95% della Valle del Giordano occupata da colonie israeliane, basi militari e \u201criserve naturali\u201d, erogare l\u2019educazione diventa una sfida;<br \/>\n&#8211; alle scuole esistenti viene sistematicamente rifiutato il permesso di ampliare o migliorare le proprie strutture, anche solo per quanto riguarda l\u2019installazione di servizi come elettricit\u00e0, acqua potabile o wc;<br \/>\n&#8211; nel percorso verso le scuole i bambini divengono spesso oggetto di aggressioni da parte di soldati e coloni israeliani;<br \/>\n&#8211; molte comunit\u00e0 hanno perso talmente tanta terra e risorse che non possono non dipendere per il sostentamento dal lavoro (nelle fattorie o nelle colonie) dei propri figli.<\/p>\n<p>IL PROGETTO SCOLASTICO DELLA JORDAN VALLEY SOLIDARITY<\/p>\n<p>Finora abbiamo costruito aree educative, da asili a scuole superiori, in sei villaggi. L\u2019Amministrazione Militare Israeliana ha tentato di prevenire, con leggi draconiane, ognuna di queste costruzioni ed ogni volta ci siamo opposti al loro potere di farlo.<\/p>\n<p>Abbiamo lavorato con le comunit\u00e0 locali per stabilire una scuola superiore ad Al Jiftlik nel 2005 e scuole elementari nell\u2019Alta Fasayil e a Ka\u2019abne nel 2007. L\u2019esistenza di tutte e tre \u00e8 stata sfidata da ordini di demolizione che abbiamo costantemente contestato, ottenendo infine la protezione degli edifici da parte del Ministero dell\u2019Educazione dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese. Nonostante ci\u00f2 la sopravvivenza della scuola di Ka\u2019abne non \u00e8 garantita, essendo ancora soggetta ad un\u2019istanza di demolizione emessa nel 2010. La JVS sta per questo ancora lavorando con la comunit\u00e0 per ottenere l\u2019affermazione permanente del diritto all\u2019educazione per i bambini dell\u2019area.<\/p>\n<p>Nel novembre del 2010 abbiamo costruito un asilo ad Ein El Hilwe ed in febbraio e marzo abbiamo fatto lo stesso a Mak-hul e Al Auja. Gestite interamente da insegnanti volontari e sostenitori della JVS, queste strutture sono state create per i bambini delle comunit\u00e0 beduine stanziate nell\u2019Area C, le quali sono costrette a subire costanti limitazioni e minacce di demolizioni. Gli insegnanti degli asili donano il loro tempo gratuitamente e stanno costruendo forti rapporti con i bambini e le loro famiglie. La loro giornata inizia visitando ogni famiglia per prendere i bambini ed accompagnarli a scuola ed anche alla fine delle lezioni questi vengono riaccompagnati a casa. Nel week-end si continua a lavorare: ci sono classi extra per i bambini della zona che frequentano le elementari i quali vengono aiutati con i compiti e con qualsiasi altra necessit\u00e0 legata alla formazione di cui possono aver bisogno.<\/p>\n<p>Nessuna di queste scuole riceve fondi da agenzie esterne e la costruzione \u00e8 avvenuta completamente ad opera di volontari. Siamo stati molto grati a Save the Children per la donazione all\u2019asilo di Ein El Hilwe, ma, per quanto riguarda i materiali, i servizi e le spese relative agli insegnanti delle altre strutture, questi vengono finanziati dalla JVS con donazioni provenienti da sostenitori locali ed internazionali.<\/p>\n<p>PERCH\u00c9 I NOSTRI PROGETTI NON VENGONO FINANZIATI DA ONG<\/p>\n<p>Le comunit\u00e0 dell\u2019Area C sono totalmente in trappola. Oltre alla pulizia etnica perpetrata dai militari israeliani e dai coloni, la maggior parte delle ONG e delle Onlus non possono supportare progetti nella zona perch\u00e9 ritenute illegali dalla giurisdizione militare israeliana. Intervenendo nell\u2019Area C il rischio sarebbe di essere cacciate in blocco dall\u2019intera Palestina e per questo motivo sono costrette ad evitare di sostenere la parte pi\u00f9 povera e vulnerabile della popolazione della Cisgiordania.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/jordanvalleysolidarity.org\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/house building in al jiftlik.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-nsm-1-15\" src=\"http:\/\/jordanvalleysolidarity.org\/it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/house building in al jiftlik-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" \/><\/a><\/p>\n<p>Aiutando le comunit\u00e0 a creare le proprie scuole, la Jordan Valley Solidarity sta facendo molto pi\u00f9 che garantire il diritto all\u2019educazione dei bambini che le frequentano. Stiamo di fatto affermando nella pratica il diritto dei palestinesi a costruire le proprie infrastrutture al fine di rimanere sulla terra da loro abitata da generazioni. Stiamo creando le condizioni tali da far s\u00ec che l\u2019Autorit\u00e0 Palestinese, le ONG e i sostenitori internazionali possano supportare queste comunit\u00e0 particolarmente vulnerabili. Stiamo pianificando un futuro in cui la comunit\u00e0 palestinese della Valle del Giordano sar\u00e0 talmente sana e forte da raggiungere l\u2019indipendenza e l\u2019autodeterminazione.<\/p>\n<p>LE SCUOLE<\/p>\n<p>AL JIFTLIK: DA TENDA-SCUOLA AD EDIFICIO PI\u00d9 MODERNO DEL VILLAGGIO<\/p>\n<p>La nostra prima esperienza \u00e8 stata la creazione della scuola di Al Jiftlik nel 2005. L\u2019unica scuola (dell\u2019UNRWA) presente nel villaggio, si occupava della formazione dei ragazzi solo fino ai 13 anni e la popolazione locale richiedeva senza successo scuole per ragazzi pi\u00f9 grandi dal 1967\u2026.cio\u00e8 per un totale di 38 anni! Abbiamo trovato un uomo che possedeva delle terre e ne ha donate una parte alla causa, abbiamo posato i pavimenti in cemento e innalzato grandi tende, equipaggiate al loro interno con banchi, sedie e lavagne.<\/p>\n<p>Abbiamo fatto ci\u00f2 consapevoli del fatto che molti giovani del villaggio stavano ricevendo un livello d\u2019educazione inadeguato. Andare in scuole pi\u00f9 distanti era molto difficile vista l\u2019assenza di trasporto pubblico nell\u2019area e l\u2019obbligo di attraversare i checkpoint (esperienza sempre difficile, ma particolarmente complessa quando, in caso di chiusura anticipata, i ragazzi erano costretti a cercare luoghi di fortuna dove passare la notte). Inoltre le loro famiglie necessitano del loro lavoro, era quindi possibile frequentare la scuola solo se in grado di tornare facilmente per aiutare nei campi o a casa.<\/p>\n<p>Le condizioni nella tenda-scuola erano dure: i tendoni volavano via durnte i temporali ed il caldo era insopportabile d\u2019estate. Nonostante ci\u00f2 gli studenti erano determinati a non lasciare la scuola. Nel 2006 abbiamo quindi costruito una struttura scolastica molto semplice con muri di cemento e tetti di metallo. Avendo ottenuto il riconoscimento dell\u2019esistenza della scuola superiore, questa \u00e8 stata ampliata grandemente in seguito, nel 2007 e 2008, grazie ad un finanziamento del governo della Malesia ed \u00e8 ora gestita dal Ministero dell\u2019Educazione palestinese.<\/p>\n<p>FASAYIL: LA SCUOLA CHE NON VOLEVANO FARCI COSTRUIRE<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile del 2007 una delegazione proveniente da Brighton ha visitato Fasayil Alta, nella Valle del Giordano. I visitatori inglesi hanno radunato i membri del villaggio e ci hanno comunicato che stavano pianificando la costruzione di una scuola, in quanto a conoscenza del fatto che agli abitanti del luogo era proibito costruire qualsiasi tipo di edificio, fare riparazioni o migliorare le costruzioni esistenti per via dell\u2019Amministrazione Militare Israeliana.<\/p>\n<p>Poco dopo l\u2019inizio dei lavori, come previsto, l\u2019Amministrazione ha emesso un\u2019ingiunzione per arrestare l\u2019opera. Gli abitanti di Fasayil hanno continuato imperterriti nonostante ci\u00f2 e si sono appellati presso la corte contro l\u2019ingiunzione. Nel frattempo la Jordan Valley Solidarity di Brighton organizzava una petizione internazionale cercando una copertura mediatica britannica. Israele a qual punto ha fatto marcia indietro. L\u2019Alta Fasayil riusciva inoltre ad ottenre, il 13 maggio,l\u2019inserimento nella lista dei luoghi in cui Israele aveva intenzione di \u201cfacilitare il miglioramento delle infrastrutture scolastiche, sanitarie e dell\u2019approvvigionamento dei servizi\u201d e \u201criesaminare gli ordini di demolizione in vigore\u201d. Una vittoria significativa per la gente di Fasayil, gran parte della quale \u00e8 costretta a lavorare illegalmente nelle colonie israeliane per guadagnare abbastanza da garantirsi la sopravvivenza, vivendo sotto la costante minaccia di demolizioni.<\/p>\n<p>Tornando alla scuola: alla fine del maggio 2008 due aule erano state completate e le lezioni hanno avuto inizio nel settembre del 2008. Avendo ottenuto il riconoscimento dell\u2019esistenza della scuola, il Ministero dell\u2019Educazione dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese ha provveduto agli insegnanti e alle risorse. Le donazioni hanno contribuito alla costruzione di altre classi, bagni e un campo da basket.<\/p>\n<p>La scuola \u00e8 tuttora in crescita ed \u00e8 stata costruita nei pressi anche una clinica.<\/p>\n<p>KA\u2019ABNE: LA NOSTRA BATTAGLIA CONTINUA<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 beduina stanziata a nord-est di Gerico, nell\u2019Area C, ha effettuato spostamenti da Ka\u2019abne a Gerico negli ultimi 50 anni. Ora delle ordinanze militari le impediscono di lasciare Ka\u2019abne e di avere accesso all\u2019elettricit\u00e0, all\u2019acqua e a tutta una serie di sevizi ed infrastrutture essenziali: \u00e8 impedita ad esempio l\u2019erezione di qualsiasi tipo di struttura, al contrario della regolamentazione che permette ai coloni di ampliare le loro aree abitative (ricordiamo che nella Valle del Giordano sono presenti 36 colonie, di cui una, Yitav, proprio nella zona abitata dai beduini); il villaggio non dispone n\u00e9 di corrente elettrica (ad eccezione di generatori portatili) n\u00e9 di acqua (nonostante questo sia posizionato vicino due enormi serbatoi di propriet\u00e0 della compagnia israeliana Mekorot, la quale eroga ai beduini l\u2019acqua ottenuta dalla loro stessa terra ad un costo di 20 NIS all\u2019ora, l\u2019equivalente di circa 5 euro). Le famiglie tradizionali, le quali vivono dell\u2019allevamento di capre e pecore e della vendita dei prodotti ricavati da queste (carne, formaggio e yogurt), vengono sistematicamente attaccate dai coloni di Yitav quando portano gli animali al pascolo.<\/p>\n<p>Il 1 gennaio 2010 un nuovo anno ed un nuovo progetto di resistenza iniziano nella Valle del Giordano. La scuola di Ka\u2019abne \u00e8 gi\u00e0 frequentata da 80 alunni ma altri vogliono seguire le lezioni, si rendono quindi necessarie nuove classi. I residenti del villaggio erigono tende da utilizzare come aule aggiuntive.<\/p>\n<p>Il 3 gennaio la scuola riceve una notifica dall\u2019Autorit\u00e0 Militare Israeliana, la quale ordina lo smantellamento delle nuove strutture e della moschea locale. Nel caso in cui non fosse stato dato seguito all\u2019ordinanza entro il 5 febbraio, si sarebbe proceduto alla demolizione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/jordanvalleysolidarity.org\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Military_training_north_of_Fasayil_11_June_15.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-nsm-1-1632\" src=\"http:\/\/jordanvalleysolidarity.org\/it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Military_training_north_of_Fasayil_11_June_15.jpg\" alt=\"Military training north of Fasayil 11 June 15\" width=\"640\" height=\"356\" \/><\/a><\/p>\n<p>In sfida alla minaccia di demolizione, il 9 febbraio, nella scuola, si tiene la prima Conferenza Beduina della Valle del Giordano. Circa 700 persone vi partecipano e collaborano nello stilare un Piano d\u2019Azione finalizzato alla creazione di infrastrutture essenziali per la comunit\u00e0 beduina locale. L\u2019istruzione viene inserit\u00e0 tra le priorit\u00e0 pi\u00f9 impellenti.<\/p>\n<p>La scuola viene di nuovo interessata da un\u2019ordinanza di demolizione il 9 giugno del 2010. La comunit\u00e0 sa che la Forza d\u2019Occupazione Israeliana pu\u00f2 in ogni momento presentarsi nel villaggio e demolire la scuola. Gli abitanti rimangono comunque fermi sulle loro posizioni e determinati a ricostruire laddove ci\u00f2 accada.<\/p>\n<p>EIN EL HILWE: \u201cSORGENTE DOLCE\u201d O \u201cOCCHIO DEL CICLONE\u201d?<\/p>\n<p>Ein el Hilwe significa \u201csorgente dolce\u201d, illusione di un\u2019idilliaca atmosfera rurale. La realt\u00e0 \u00e8 molto differente.<\/p>\n<p>I membri della comunit\u00e0 hanno prosperato per molti anni intorno alla sorgente da cui attingevano per se stessi ed i propri animali, ma negli ultimi tempi le loro vite sono state devastate. La colonia Maskiyot, vicino la quale vivono, \u00e8 una delle pi\u00f9 aggressive e fondamentaliste dell\u2019area. Con l\u2019espansione degli ultimi anni i coloni hanno iniziato a lavorare fianco a fianco con l\u2019esercito israeliano per costringere i palestinesi a lasciare la zona.<\/p>\n<p>Negli ultimi due anni ai palestinesi \u00e8 stato impedito l\u2019accesso alla sorgente, gli allevatori della comunit\u00e0 sono oggetto di attacchi durante il pascolo degli animali e addirittura nelle loro case. Un caso particolarmente brutale \u00e8 stata l\u2019uccisione del cavallo di Ayman, palestinese di 11 anni, il 16 marzo del 2011. Davanti gli occhi del bambino un gruppo di coloni ha prima tentato di strangolare il cavallo legandogli una corda intorno al collo, per poi ucciderlo colpendolo ripetutamente sulla testa. I coloni hanno per due volte montato tende vicino case di famiglie beduine (nell\u2019aprile 2010 e nel marzo del 2011) al fine di perpetrarvi contro violenze, fino a quando l\u2019esercito israeliano ha costretto le suddette famiglie beduine ad abbandonare il posto, demolendo le case. La comunit\u00e0 ha deciso nonostante ci\u00f2 di resistere sulla sua terra.<\/p>\n<p>Nel 2010 la Jordan Valley Solidarity ha innalzato una tenda-scuola insieme alle famiglie locali: questa funge da asilo per 15 bambini nei giorni feriali e come scuola supplementare per i ragazzi nei week-end. Nel febbraio del 2011 stavamo pianificando un\u2019estensione della scuola per far in modo che i ragazzi pi\u00f9 grandi potessero frequentarla tutti i giorni, ma l\u2019esercito \u00e8 arrivato ed ha minacciato di demolire l\u2019intera struttura.<\/p>\n<p>E\u2019 essenziale per la comunit\u00e0 locale che la scuola continui ad esistere, per fornire un rifugio ai bambini e un centro d\u2019incontro per tutti.<\/p>\n<p>MAK-HUL: LA MICRO-SCUOLA<\/p>\n<p>A Mak-hul abbiamo un piccolo asilo in cui una mamma locale da lezioni a sei bambini provenienti da Mak-hul e Al Hadidiya. La struttura \u00e8 composta da sacchi cuciti insieme su un telaio di metallo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/jordanvalleysolidarity.org\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/sewing.jpg\" rel=\"attachment wp-att-nsm-1-23\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-nsm-1-23\" src=\"http:\/\/jordanvalleysolidarity.org\/it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/sewing-300x225.jpg\" alt=\"Sewing sacks together to build Mak-hul tent school\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli abitanti di Mak-hul e Al Hadidiya hanno veramente pagato lo scotto della politica di pulizia etnica israeliana. Da dieci anni a questa parte sono all\u2019ordine del giorno minacce (e non solo) di demolizioni, attacchi da parte dei coloni e dell\u2019esercito, limitazioni d\u2019accesso all\u2019acqua e all\u2019elettricit\u00e0, sfollamenti coatti per far spazio alle colonie, cos\u00ec come costanti sono il rumore degli spari per via delle esercitazioni militari e la vista delle armi lasciate sul suolo senza munizioni nelle zone abitate dai civili.<\/p>\n<p>L\u2019istruzione da sola non baster\u00e0 per curare le ferite lasciate dai crimini commessi. Nonostante ci\u00f2 questa \u00e8 una delle poche armi capaci di favorire la resistenza e promuovere il diritto a vivere nella Valle del Giordano e nella Palestina tutta.<\/p>\n<p>RAS AL AUJA: LA SCUOLA DI VITTORIO<\/p>\n<p>Ras Al Auja \u00e8 una consistente comunit\u00e0 beduina situata 7 km ad ovest di Al Auja. Come molte altre comunit\u00e0 i Ras Al Auja si sono stabiliti in questa zona specifica per via dell\u2019abbondanza di acqua e, come molti altri palestinesi, si sono visti rubare questa risorsa dagli occupanti, ritrovandosi costretti ad acquistarla, appunto, dagli israeliani.  <\/p>\n<p>Nel marzo del 2011 la popolazione locale si unisce alla JVS nella costruzione di una nuova scuola per l\u2019area (sempre formata da tende fatte di sacchi cuciti tra loro) e le donne del posto si offrono di fare da insegnanti. 25 bambini arrivano a frequentare le lezioni. Tuttavia le condizioni della comunit\u00e0 rimangono dure: le famiglie locali, le quali una volta disponevano di greggi formate da 100 capre o pecore che potevano pascolare e abbeverarsi intorno alla fonte, oggi sono ridotte a sopravvivere dell\u2019irrisoria paga derivante dal lavoro nelle colonie. L\u2019area somiglia ormai ad un campo di lavoro dei tempi delle township dell\u2019apartheid sud africana, con gli uomini a lavoro negli insediamenti illegali per tutto il giorno. I bambini percorrono quotidianamente sette chilometri per frequentare le lezioni, con il costo dei mezzi di trasporto che grava enormemente sul magro salario delle famiglie, spinte sempre pi\u00f9 spesso a fare pressioni affinch\u00e9 i propri figli lascino la scuola. <\/p>\n<p>Ad aprile la comunit\u00e0 decide che una scuola fatta di tende non \u00e8 abbastanza, nonostante importanti passi avanti nell\u2019erogazione dei servizi base per i bambini, durante il periodo invernale le condizioni sono invivibili per via del freddo. Si decide quindi di costruire nuove scuole di mattoni e, nel giro di pochi giorni, il terreno viene preparato e file di mud bricks (fatti da donne e bambini del villaggio con l\u2019aiuto di volontari internazionali provenienti da Argentina, Colombia, Francia, Messico e Regno Unito) vengono posti ad asciugare al sole.<\/p>\n<p>E\u2019 stato allora che siamo siamo venuti a conoscenza della triste notizia riguardante la morte di Vittorio Arrigoni, attivista italiano ucciso a Gaza nell\u2019aprile 2011. Cos\u00ec, dopo aver parlato con la sua famiglia, abbiamo deciso di intitolare la scuola a suo nome. Vittorio \u00e8 stato e rimarr\u00e0 un grande simbolo della resistenza. Dare il suo nome ad una delle nostre scuole \u00e8 un onore e faremo del nostro meglio per far s\u00ec che questa sia un altro fulgido esempio della resistenza contro l\u2019occupazione. Siamo grati alla famiglia di Vittorio per averci permesso di far questo.<\/p>\n<p>Il 25 aprile del 2011 Luisa Morgantini, ex-Vice Presidente del Parlamento Europeo e Majed Al Fityani, Governatore di Gerico, al cospetto dei membri della comunit\u00e0 locale e ai volontari della Jordan Valley Solidarity, hanno posato il primo mattone della scuola Vittorio Solidarity. A ci\u00f2 sono seguiti due mesi di lavori della comunit\u00e0 e di centinaia di volontari internazionali per l\u2019erezione di due classi costruite interamente in mud bricks. Due caravan  sono poi stati utilizzati come strutture aggiuntive. <\/p>\n<p>Il 7 settembre l\u2019esercito israeliano \u00e8 arrivato ed ha distrutto la scuola e portato via i caravan. Il villaggio \u00e8 rimasto quindi di nuovo senza una scuola, ma la JVS non si arrender\u00e0 cos\u00ec facilmente.<\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da sei anni la Jordan Valley Solidarity lavora con le comunit\u00e0 locali per fronteggiare il controllo che i comandanti militari israeliani esercitano sul diritto all\u2019educazione dei loro figli. 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